Dolore alla schiena

Mal di schiena: quando la causa è in realtà l’intestino

Come ben sappiamo, sia per averlo sperimentato sulla nostra pelle, sia per le lamentele di gran parte delle persone che ci stanno intorno, il mal di schiena è uno dei disturbi più diffusi nella nostra società. Ma siamo sicuri che la lombalgia sia solo conseguenza di posture errate o di sforzi eccessivi dovuti al lavoro e altre attività della vita quotidiana?

Esiste un legame tra lombalgia e intestino?

Quando si dice mal di schiena immediatamente pensi ad un problema di colonna vertebrale come l’ernia del disco. In realtà una buona parte dei mal di schiena può avere un’origine viscerale. In particolar modo una delle cause principali potrebbe essere l’intestino.

L’intestino infatti ha degli importanti rapporti con le vertebre lombari e con i muscoli della schiena. Nell’immaginario collettivo gli organi sono come sospesi all’interno dell’addome. In realtà i visceri non sono ballerini nella pancia, anzi sono fortemente attaccati alle ossa e sostenuti dal bacino e dalla colonna.
L’intestino tenue ad esempio si attacca fermamente alle vertebre lombari attraverso la sua radice, chiamata radice del mesentere. Puoi proprio immaginare una radice forte come quella di un albero, lunga circa 15 cm e saldamente adesa alla colonna vertebrale. Questa radice si dirama e va ad avvolgere circa 7 metri di intestino. Immagina che la tensione e il peso di 7 metri di intestino si concentrano in soli 15 cm di spazio.

Questa tensione sulla radice dell’intestino si scarica attraverso di essa su quattro povere vertebre lombari. Questo significa che se l’intestino è infiammato, gonfio e congestionato, la sua tensione può scatenare mal di schiena. In questo caso sarà quasi inutile prendere degli antinfiammatori. I farmaci, danneggiando ulteriormente la mucosa intestinale, potrebbero addirittura peggiorare la situazione.

Intestino: il nostro secondo cervello

Vi posso assicurare che queste due parti del nostro corpo, schiena e intestino,  hanno una forte interconnessione sia a livello strutturale che neuronale.
Un rapporto che si manifesta attraverso i tessuti connettivi che sostengono e danno forma a tutto il nostro corpo. Anche a livello neurologico attraverso le informazioni (comprese quelle del dolore) che viaggiano sulle vie nervose condivise.Come sta emergendo dalla ricerca da vent’anni a questa parte, l’intestino è un organo molto più complesso di quanto si pensasse. Tanto da essersi guadagnato l’appellativo di “secondo cervello”.
Non solo la struttura e la fisiologia di questo meraviglioso organo, ma anche quel chilo e mezzo di organismi che lo abitano e costituiscono la cosiddetta “flora batterica”, contribuiscono, se in disequilibrio, a creare tensioni e disturbi alle strutture adiacenti, prima tra tutte, la zona lombare della colonna.

Come ben sappiamo, l’alimentazione è radicalmente cambiata negli ultimi 70 anni della nostra storia.
Sono stati introdotti cibi nuovi, raffinati, pastorizzati, colorati, conservati, aromatizzati a cui non ha fatto ancora seguito un adattamento del nostro apparato gastroenterico.
È come pretendere che un mezzo progettato per funzionare a benzina, vada a  gasolio. State certi che prima o poi qualche problema si presenterà. Il nostro organismo, per fortuna, ha una capacità di adattamento elevata, ma alla lunga i disturbi si manifestano comunque.

L’affaticamento quotidiano di cui soffre l’intestino obbligato a digerire quantità eccessive di cibo di pessima qualità e l’infiammazione che ne consegue, potrebbero essere la causa di un elevato numero di casi di lombalgia cronica.

Se poi entrassimo nel merito di quanto possano influire le nostre emozioni sul funzionamento di questo organo dovuti alle sue relazioni con i centri del sistema limbico e dell’amigdala nel cervello, potremmo scriverci un libro.

Insomma, una conoscenza più approfondita del nostro secondo cervello e una maggior consapevolezza delle sue condizioni di salute, ci potrebbe veramente essere utile per gestire la lombalgia e anche tutta un’altra serie di disturbi che da esso possono originare.

Dato che non sempre al dolore lombare corrisponde un altrettanto intenso dolore addominale, i consigli che vi posso dare per verificare lo stato di infiammazione dell’intestino sono i seguenti:

  • controllare l’odore e la consistenza delle feci oltre alla frequenza di evacuazione;
  • monitorare lo stato di gonfiore addominale e dei tessuti in generale;
  • notare se la mattina, alzandovi col mal di schiena, questo migliora dopo aver evacuato. L’ evacuazione diminuisce le tensioni interne dell’intestino e di conseguenza anche quelle sulla colonna e i suoi muscoli;
  • eseguire una autopalpazione abbastanza profonda sull’addome per evocare eventuale dolore in diverse zone (intestino tenue o colon).

Quali sono i collegamenti tra intestino e schiena

Intestino e schiena sono intimamente collegati da molti punti di vista, sia anatomici che funzionali: per questo si influenzano a vicenda.

1. Collegamento anatomico: sono molto vicini!

Tutta la struttura dell’intestino, dal tenue al colon, è in intimo contatto con la colonna vertebrale e con i suoi muscoli.
Si può quindi capire come l’irritazione cronica dell’intestino possa avere un effetto negativo sui muscoli della schiena, rendendoli maggiormente contratti.
A fare le spese di questa situazione è in particolare il muscolo psoas, che vedremo più tardi, ma che come puoi vedere è uno di quelli più a contatto con l’intestino.

Collegamento anatomico

2. L’intestino influenza la qualità dei tessuti

Tutto ciò che mangiamo serve a nutrire i nostri tessuti, compreso il tessuto muscolare.
Se la nostra dieta è povera di nutrienti provenienti da cibi freschi, ed il nostro intestino è cronicamente poco funzionante, l’assorbimento dei nutrienti sarà scarso.
Di conseguenza, peggiorerà la qualità dei nostri tessuti, ed il tessuto muscolare sarà uno dei primi a farne le spese.

3. Il microbiota intestinale determina lo stato infiammatorio

La flora microbica intestinale ha suscitato grande interesse nella ricerca medica dal 2010 in poi.
Si è scoperto che la grande quantità di batteri che popola il nostro intestino è responsabile di una serie di funzioni indispensabili alla nostra sopravvivenza.
Non solo: la produzione di alcune sostanze chimiche può avvenire soltanto in presenza di una flora microbica in buona salute.
In presenza di problemi intestinali, e quindi di verosimile flora microbica non in buona salute, abbiamo una maggiore possibilità di avere dolore ed infiammazione intestinale, che come abbiamo visto possono propagarsi alla colonna vertebrale.

Sintomi di quando è l’intestino ad essere responsabile del tuo mal di schiena

Non ci sono dei veri e propri sintomi ma la cosa migliore è una valutazione completa. però ci sono dei campanelli d’allarme come:
se i tuoi problemi alla schiena sono legati (almeno in parte) all’intestino:

  • hai solitamente dolore uniforme, non localizzato in un punto
  • avverti anche sensazioni di “bruciore“
  • hai concomitanza di gonfiori, stipsi o colon irritabile
  • dolore maggiore di notte e da fermo e migliora al movimento
  • dolore al risveglio la mattina e passa col movimento

COSA PUÒ FARE L’OSTEOPATIA

La terapia più indicata sarà la manipolazione viscerale dell’intestino da parte dell’osteopata, in abbinamento ad una migliore alimentazione. Oltre all’intestino tenue, anche il colon può provocare a sua volta dolori a livello lombare per più di un motivo.

Ad esempio l’intestino cieco (a destra dove si trova l’appendice) e il sigma (a sinistra) sono praticamente poggiati sul muscolo ileo-psoas. Qualsiasi infiammazione di questi due tratti può dare origine ad una psoite, cioè una infiammazione dello psoas. Questo muscolo è importantissimo per la schiena.

Inoltre il colon ascendente e il colon discendente possiedono dei legamenti che si attaccano sotto il diaframma, si chiamano legamenti colico-frenici. Ti ho parlato in altri articoli del rapporto fra diaframma e mal di schiena. Quindi sia per i rapporti diretti che per i rapporti muscolari l’intestino è collegato alla colonna vertebrale.

Se soffri di colite e hai l’intestino irritato, gonfio, in spasmo, questa tensione può tradursi nella famosa “lombalgia”. In questo caso è fondamentale una valutazione completa per capire che l’origine del dolore è di tipo intestinale. Con la manipolazione viscerale l’osteopata è in grado di individuare la zona più in tensione dell’intestino e attraverso le mani andare a ammorbidirla, scollarla e decongestionarla per ridare respiro a quell’area.

Questo si traduce in un grande effetto benefico sul dolore lombare, maggiore mobilità ed elasticità senza prendere farmaci. Potrebbe essere utile associare, oltre che un miglioramento dell’alimentazione, anche dei Probiotici specifici per ridurre il gonfiore intestinale.

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