Manipolazione Urogenitale

Manipolazione Urogenitale nei principali problemi della donna

L’osteopatia può essere d’aiuto a qualunque paziente, ma rivolta al femminile è in grado di aiutare la donna in diverse situazioni di cambiamento o disagio che spesso vengono sottovalutate o ritenute “normali”.

Oltre che accompagnare la fanciulla in crescita promuovendo il suo benessere generale, dal momento in cui la ragazzina diventa donna è possibile assicurarsi che questi cambiamenti siano ben accolti dal corpo e non vadano a creare dolori o tensioni superflui che nel tempo si possono tradurre con maggiori squilibri.

In altri momenti sensibili della vita di una donna l’osteopatia può aiutare per disturbi come la dismenorrea (problematiche del ciclo mestruale), la cefalea o gli adattamenti muscolo-scheletrici legati alla menopausa.

A maggior ragione oggigiorno dove lo stile di vita frenetico e i molteplici ruoli ricoperti da una donna (madre, lavoratrice…) possono esporla a situazioni di stress con conseguente perdita di funzionalità e cambiamenti dell’umore e del metabolismo.

Il trattamento osteopatico si pone a sostegno di questi disturbi in modo naturale e delicato, nel rispetto delle esigenze di ogni paziente.

Vediamo ora alcuni esempi di disturbi al femminile che possono essere aiutati dall’osteopata.

Dismenorrea

Dismenorrea primaria è il termine con cui vengono indicati i dolori associati al ciclo mestruale non riconducibili ad alcuna patologia a carico dell’apparato riproduttivo. È una condizione clinica molto frequente, soprattutto nelle giovani donne sotto i 20 anni di età, e spesso interferisce negativamente con le normali attività quotidiane.

Il dolore, riconducibile a spasmi della muscolatura uterina, si localizza a livello del bacino ma può estendersi anche alla schiena e agli arti inferiori e in alcuni casi è accompagnato da cefalea e nausea.

La dismenorrea primaria, o ciclo mestruale doloroso non dovuto ad altre patologie, riguarda larga parte delle donne in età fertile. Un ciclo doloroso è causato da contrazioni dell’utero e può associarsi a vari fastidi, quali:

  • lombalgia,
  • dolore pelvico e addominale,
  • sbalzi di umore.

Tutto ciò altera la vita quotidiana e il benessere della donna.

In accompagnamento alla terapia consigliata dallo specialista, il trattamento osteopatico può essere di aiuto nella riduzione dell’intensità e della durata dei sintomi, attraverso tecniche di manipolazione spinale e di rilascio delle tensioni fasciali e muscolari del piccolo bacino, nonché dei visceri in disfunzione.

Il trattamento manipolativo osteopatico va a sciogliere le tensioni muscolari, a contrastare la restrizione dei tessuti connettivi dell’utero, del movimento pelvico e lombare. Inoltre, agisce sull’irritazione dei nervi disinfiammandoli, aumenta la mobilità vertebrale e viscerale e lo scorrimento della linfa e del sangue che affluisce agli organi.

In definitiva, ciò che si ottiene è la riduzione del dolore, permettendo così alla donna di vivere più serenamente la propria quotidianità.

Dolore pelvico

Il dolore pelvico cronico è definito come dolore ciclico o continuo presente da almeno tre mesi e localizzato nella parte inferiore dell’addome e nella pelvi.

È riconducibile a diverse patologie molto spesso coesistenti tra di loro come la sindrome del colon irritabile, l’endometriosi, la nevralgia del pudendo e la vulvodinia.

In questi casi il trattamento osteopatico può essere una valida risposta terapeutica all’interno di una presa in carico multidisciplinare.
L’osteopata integra infatti la valutazione delle disfunzioni pelviche all’interno dello schema corporeo, ponendo come obiettivo un miglioramento della fisiologia di tutto l’apparato muscolo-scheletrico coinvolto nella biomeccanica pelvica e delle disfunzioni viscerali che, in alcuni casi, possono essere correlate all’insorgenza del dolore.

Gravidanza

GravidanzaDurante la gravidanza il corpo della donna subisce continui cambiamenti in un arco di tempo relativamente breve. Gli adattamenti posturali che accompagnano la crescita del bambino talvolta possono essere all’origine di disturbi che rischiano di compromettere la serenità di un momento così importante.

I disturbi più comuni legati alla gravidanza sono quelli a carico dell’apparato muscolo-scheletrico, in particolare lombalgia, che si presenta in quasi la metà delle donne in gravidanza, e dolori localizzati al cingolo pelvico come ad esempio la pubalgia. Ma ci sono anche disturbi di natura viscerale, come la stipsi e il reflusso gastroesofageo, in cui il trattamento osteopatico può essere considerato di supporto alle terapie consigliate dal medico di base.

Tramite manipolazioni sicure e indolori, il trattamento osteopatico è in grado di mantenere l’elasticità tissutale e la mobilità articolare, favorendo non solo il progredire fisiologico della gravidanza, ma facilitando la dinamica del parto e riducendo i più comuni disturbi del puerperio.

Ridurre l’intensità dei disturbi insorti durante la gravidanza permette una maggiore sicurezza e mobilità della madre durante il travaglio e il mantenimento di una buona elasticità articolare del bacino e della pelvi può facilitare la fase espulsiva e ridurre i tempi di recupero post-partum.

Parto e post-partum

L’Osteopatia durante la fase post-partum velocizza il recupero dell’equilibrio muscolo scheletrico e di eventuali esiti cicatriziali da taglio cesareo o da episiotomia.

Uno dei risvolti più fastidiosi della fase post-partum è una lieve incontinenza urinaria. L’osteopatia, mediante tecniche volte al rinforzo della muscolatura del pavimento pelvico, unita ad una ginnastica perineale specifica, aiuta la risoluzione dell’incontinenza urinaria.

Allattamento

Le posizioni assunte durante il periodo dell’allattamento, possono predisporre l’insorgere di sintomatologie dolorose a carico della muscolatura dorsale e cervicale. L’Osteopata può essere d’aiuto nella gestione di queste problematiche anche fornendo indicazioni adeguate sulle posture corrette da mantenere.

Menopausa

I cambiamenti ormonali che caratterizzano la menopausa possono essere all’origine di alterazioni morfologiche e funzionali di tutto l’apparato muscoloscheletrico.

Il minor livello di idratazione ed elasticità di muscoli e articolazioni comporta non solo una complessiva riduzione della mobilità, ma è spesso associato all’insorgere di dolore e di una precoce sensazione di affaticamento.

Questi disturbi vengono percepiti come secondari rispetto ad altri sintomi tipici della menopausa e spesso vengono considerati come un’inevitabile condizione con cui dover convivere, eppure molti studi dimostrano che terapie adeguate, associate a una moderata attività fisica, sono in grado di ridurre il dolore e migliorare notevolmente la qualità di vita.

In questo contesto l’osteopatia si inserisce come una terapia complementare utile a ridurre non solo i disturbi muscoloscheletrici che accompagnano le donne dal climaterio alla menopausa, ma anche l’intensità di altri sintomi come cefalea, ristagno linfatico e alterazioni a carico del sistema gastroenterico. Non ultimo, il trattamento osteopatico è in grado di accompagnare il percorso di riabilitazione in caso di incontinenza da sforzo o dolore pelvico, correggendo gli adattamenti posturali e le restrizioni di mobilità che possono concorrere ad aggravare l’intensità dei sintomi.

ENDOMETRIOSI

L’endometriosi consiste nella presenza di una mucosa chiamata endometrio (che normalmente si trova solo all’interno della cavità uterina) al di fuori dell’utero, ossia in sede extrauterina, per esempio sulle ovaie o su altre strutture pelviche e addominali. L’endometriosi può interessare anche la donna alla prima mestruazione e accompagnarla fino alla menopausa.

L’Endometriosi può creare dolore pelvico debilitante, dispareunia, disuria, dismenorrea e nella maggior parte dei casi infertilità.

Questa patologia colpisce circa il 6-10% delle donne in età riproduttiva. In Italia, nel 2004, la malattia interessa 2.901.873 di donne della nostra popolazione.

La maggior parte delle donne affette riferisce di avere un impatto negativo sulla propria salute e qualità della vita che si ripercuote su diversi ambiti: quello fisico – limitando le normali attività quotidiane, quello psichico – rendendo le donne più inclini alle emozioni negative, quello sessuale – con dolore durante e dopo la copulazione ed infine gli alti costi per le terapie si riflettono nell’ambito economico.

Il dolore pelvico, tipicamente cronico e ricorrente, è il sintomo principale dell’endometriosi.
 Solitamente tende a comparire 24-48 h prima del ciclo, talvolta scompare con l’arrivo del flusso o permane per tutta la sua durata.

Ad oggi non è stata identificata una soluzione definitiva, ma l’utilizzo di diverse terapie, tra cui medico- chirurgiche, si rivelano utili nel rallentare il processo di avanzamento della malattia e nel lenire la sintomatologia dolorosa.

Diversi studi confermano che l’osteopatia è una metodica di trattamento efficace nell’affrontare pazienti con endometriosi.

Il trattamento osteopatico si è dimostrato valido e proficuo nella diminuzione del quadro algico, dei relativi sintomi riferiti dalle pazienti e nel miglioramento della qualità della loro vita, influendo positivamente non solo sulla sintomatologia dolorosa ma anche sulla sfera psico-emotiva.

Ecco perché l’osteopatia può essere una buona alleata per le donne soggette a tale patologia!

La diagnosi dell’endometriosi arriva dopo un percorso lungo e dispendioso, il più delle volte vissuto con gravi ripercussioni psicologiche per la donna affetta. Una delle ipotesi più accreditate fra le cause di tale malattia è il passaggio, causato dalle contrazioni uterine che avvengono durante la mestruazione, di frammenti di endometrio, dall’utero nelle tube e da queste in addome, con impianto sul peritoneo e sulla superficie degli organi pelvici, raramente su fegato, diaframma, pleura e polmone.

Tutte le donne che soffrono di endometriosi riferiscono di sentire dolore durante il ciclo, i rapporti sessuali, alla minzione e alla defecazione e a volte tale dolore è accompagnato dalla comparsa di sangue nelle urine o nelle feci. Il dolore può essere cronico e persistente, ma generalmente i sintomi si aggravano durante il periodo mestruale. Basti pensare anche che alcune donne lamentano anche astenia e lieve ipertermia, che può accentuarsi in periodo mestruale, per non parlare della manifestazione di alcuni fenomeni depressivi.

I medici di medicina generale e i ginecologi operanti sul territorio sono le figure strategiche per una pronta diagnosi ma anche l’osteopatia può contribuire prontamente con i suoi trattamenti.

Osteopatia e Cistite

La cistite è un fastidio con cui moltissime donne convivono. Si tratta di un’infiammazione della vescica.

La vescica è l’organo che raccoglie l’urina. La cistite può colpire potenzialmente qualunque soggetto (maschio, femmina, adulto, bambino, anziano), ma si riscontra un interessamento nettamente superiore nelle donne che negli uomini, in un rapporto di circa 5 a 1.

La cistite diventa quindi un problema da non sottovalutare per le donne, provocando nel soggetto colpito fastidi pruriginosi e bruciori durante la minzione. Nella maggior parte dei casi la cistite deriva da infezioni batteriche come quelle provocate dall’Escherichia Coli.

La cistite è una condizione profondamente condizionante la vita di una donna, soprattutto nei casi di disturbi recidivi o cronici. Un piccolo sbalzo di temperatura, un rapporto sessuale conflittuale, un periodo di forte stress e la cistite può ripresentarsi con i soliti brividi, con la solita impellenza.

Le cause scatenanti la cistite possono essere diverse. Possono risiedere in infiammazioni gastroenteriche, risposte immunologiche delle persone, caratteristiche personali di mucosa vescicaria attaccabile.

La cistite può essere definita semplice quando occasionale e di origine infettiva. Questa è senza dubbio la casistica più comune, che in genere ha un decorso benigno. Si può sviluppare in forma ascendente (dalla vagina verso la vescica) o discendente (nel verso opposto).

L’ultimo tipo di cistite riconosciuto (ed anche il più invalidante) prende il nome di cistite interstiziale, caratterizzata da persistente e urgente bisogno di urinare, dolore pelvico che può continuare fino agli arti inferiori. Si tratta in questo caso di una malattia specifica della vescica o di una malattia sistemica. È profondamente compromettente per la qualità della vita.

Per trattare questo problema l’osteopata partirà dalla fase di anamnesi valutando, tra l’altro, anche la frequenza del presentarsi del problema, eventuali problemi intestinali o alla colonna vertebrale. La seconda parte sarà dedicata all’individuazione del problema, ossia a capire come e perché si presenta la cistite e sotto quale forma. Infine si passerà al trattamento vero e proprio delle zone individuate come bloccate o soggette a disequilibrio, zone in cui risiede la causa del problema. Il trattamento consisterà in tecniche non invasive, solo manuali, volte a riequilibrare la persona dal punto di vista posturale, ma anche energetico ed emotivo.

Cistite

Grazie all’osteopatia si possono ridurre nettamente i sintomi della cistite fino ad arrivare alla completa risoluzione del problema, puntando all’autoguarigione e al rafforzamento del sistema immunitario, energetico, strutturale.

Da una prospettiva osteopatica tradizionale, l’irritazione della vescica non è “causata” dall’infezione con un microrganismo ma principalmente dalla pressione meccanica sulla vescica, comunemente dalla disposizione dell’utero.

La voglia di urinare è riflessa dai sensori di pressione nella vescica, se questo fosse causato da una maggiore produzione di urina il volume di urina sarebbe grande e molto spesso non lo è. I sintomi delle frequenti pulsioni di urinare comunemente associate a una scarsa e torbida urina indicano quindi un fattore esterno più riflesso.

Il continuo desiderio di urinare instaura un’irritazione secondaria negli ureteri e questo, se lasciato senza soluzione, inizia una cascata di eventi che possono portare all’irritazione a risalire fino ai reni. Questo naturalmente può interferire con la funzione del rene e portare a gravi conseguenze.

I legamenti sospensivi dell’utero rendono l’utero potenzialmente instabile nella postura eretta o seduta, che è molto pesante per quanto riguarda il suo centro di gravità che lo rende vulnerabile all’anti-flessione (caduta in avanti) o al contro movimento (che si rovescia all’indietro).

Questo potrebbe essere il motivo per cui molti pazienti segnalano il sollievo dei sintomi sdraiandosi perché ciò forzerebbe l’utero a cadere all’indietro, fuori dalla vescica.

Se la colonna vertebrale del paziente nella posizione ottimale ha tre archi a riposo, la tendenza dell’utero alla malposizione è meno probabile. La maggior parte dei casi che di cistite cronica a lungo termine hanno o spine lombari piatte o modelli di lesione iper flessa o torsionale alla pelvi.

La pratica osteopatica tradizionale riguarda lo stato di riposo della colonna vertebrale e del bacino e il trattamento è diretto a correlare e migliorare la meccanica dell’arco. Al paziente viene insegnato che se durante un programma di trattamento si verifica un attacco, ci sono posizioni in per alleviare la pressione sulla vescica e quindi acquisire la sicurezza che i fattori di mantenimento possano essere affrontati.

Osteopatia e dispareunia

Il dolore alla penetrazione spesso è dovuto semplicemente ad uno stato di contrattura della parete della vagina o, ancor più frequentemente, ad una contrattura del pavimento pelvico.

Come si può osservare dal disegno la vagina e l’uretra transitano attraverso un anello muscolare costituito dalla porzione anulare del muscolo elevatore dell’ano (freccia rossa). Il retto rimane in una situazione posteriore.

Tale muscolo, al di là della funzione omonima, costituisce parte integrante del pavimento pelvico, vale a dire il piano muscolare che chiude in basso il piccolo bacino.

Vagina, retto e uretra transitano pertanto nella compagine delle sue fibre per aprirsi infine verso l’esterno.

Uno stato di contrattura da parte di questo muscolo può andare a strozzare tali organi creando problemi di transito al loro interno.

Pertanto un’eventualità del genere può senza dubbio provocare una dispareunia pur senza influenzare gli aspetti escretori.

In altri casi le disfunzioni di sacro e coccige sono responsabili di alterazioni dinamiche del pavimento pelvico e quindi di un problema di contrattura locale.

Più raramente la responsabilità di tale problema è da attribuirsi ad una contrattura della parete della vagina.

La valutazione deve essere effettuata di volta in volta ma in ogni caso problemi di questo tipo hanno tutti una base osteopatica.
Per quanto riguarda la modalità di intervento, essa dipende dal tipo di problema che si riscontra in fase di esame.
Per inciso comunque le manovre interne sono molto rare poiché per lo più legate a disfunzioni vaginali di tipo primario, appunto piuttosto rare.

In ogni caso per un problema di coito doloroso un intervento osteopatico è indispensabile.
Per risolvere stabilmente questo tipo di problema infatti non si può prescindere da un riequilibrio del bacino, del pavimento pelvico e delle strutture adiacenti.

L’Osteopatia arriva direttamente all’origine del problema, quindi un intervento osteopatico è fortemente consigliato in caso di dispareunia.

Ovviamente perché l’osteopata sia in grado di risolvere tutti questi problemi deve essere continuamente aggiornato e informato sulle ultime ricerche in tale ambito.

I nostri corsi di formazione in ambito di terapia manuale urogenitale soprattutto in relazione ai disturbi della donna, vi aiuteranno ad accrescere le vostre conoscenze scientifiche e di terapia manuale.

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